Rallentare

Se vuoi andare veloce, impara ad andare piano

Le persone, di questi tempi, chiedono spesso ai coach un aiuto per ottimizzare tempo ed energia, cioè per diventare ancora più efficaci e veloci nella corsa a ostacoli della loro vita professionale e privata. Per andare ancora più forte senza “rompersi”.

Ma c’è una cosa che devi sapere.

Qualunque processo di cambiamento, di evoluzione personale, di miglioramento, di comprensione vera passa attraverso il rallentare.

Infatti se non rallenti un attimo non puoi guardarti da fuori: non puoi capire come funzioni, quali sono gli schemi mentali ed emozionali che ripeti. Se non sai rallentare, quando serve, non ti dai alcuna possibilità di “vedere davvero” il film della tua vita. Per la stessa ragione, uguale e contraria, se continui ad andare sempre veloce (l’imperativo categorico della nostra epoca) non capirai mai cosa ti accade veramente. Di più: se continui a pensare che più vai veloce più sei figo, mi dispiace per te, ma non “t’incontrerai” mai.

Quando siamo nella velocità ripetiamo

Perché quando siamo nella velocità ripetiamo i pensieri che già sappiamo, i gesti che già abbiamo tante volte fatto in passato, che ci vengono facili e automatici, le sequenze di azioni e reazioni familiari. Perché quando vivi in velocità risparmi energia, ottimizzi tempo e risorse, e quindi ti affidi agli automatismi. Dentro questo meccanismo non c’è posto per sperimentare qualcosa di nuovo, per avere intuizioni vere, per vedere le cose in modo differente. Schiacci l’acceleratore e vivi a “testa bassa”.

Ma è dimostrato che quando lavori in velocità la tua capacità creativa è più bassa, il tuo pensiero critico è più basso, il tuo pensiero strategico è più basso, la tua capacità di fare problem solving è più bassa. Naturalmente anche in velocità trovi comunque delle soluzioni: ma sono più superficiali e di corto respiro, servono a risolvere un problema “quel tanto che basta” per andare avanti ancora un po’, fino al prossimo progetto, fino al prossimo cliente, fino al prossimo problema.

La scandalosa lentezza

Al contrario, se ogni tanto coltivi la lentezza (parola scandalosa e sovversiva, oggi) ti crei lo spazio interiore per cominciare a vedere meglio dove ti trovi. E magari per capire come fare a trovarti, domani, in un luogo migliore. Se non scendi mai dalla ruota del criceto non capirai mai com’è fatta quella ruota, quella gabbia, quelle sbarre – ovvero i tuoi pensieri in loop – che ti costringono a ripetere sempre le stesse cose.

Al contrario, è nella lentezza che c’è la tua evoluzione: lo scarto laterale verso qualcosa che non avevi mai pensato, un gesto diverso, una parola nuova, un pensiero che crea un corto circuito che ti fa vedere qualcosa di cui non ti eri accorto prima…

Se impari a coltivare “bolle di lentezza” ti dai la possibilità d’intercettare risorse interne che non sapevi nemmeno di avere: di intelligenza, di intuizione, di saggezza. Infatti buona parte del nostro potenziale è inconscio: vuol dire che è sepolto a un paio di metri sotto la superficie del terreno, quel terreno su cui corri come un matto senza rallentare mai. Lì sotto c’è il giacimento, spesso inesplorato, del tuo vero potenziale.

Se non ti dai il tempo di fermarti e di “scavare” un momento verso il basso, non lo scoprirai.

Andare veloce serve a un sacco di cose. Ma se è l’unico modo che hai di funzionare, hai un problema. Che prima o poi si manifesta.

Bè, eccoti qualche idea per cominciare a praticare la “lentezza strategica”:

1. Basta scuse

Innanzitutto nota come dirti “Non ho tempo di rallentare” è spesso una forma di pigrizia mentale, per non doverti occupare di cose più grosse dell’ordinaria amministrazione della tua vita. Infatti questo è il modo più comune per rinviare un intenso auto-esame della propria vita e le decisioni che potresti prendere per procurarti un’esistenza migliore.

2.  Svegliati dal sogno della velocità

È tempo d’iniziare a smontare il “mito della velocità” che ci fa vivere come delle scimmie poco intelligenti. E’ tempo di svegliarci dall’ipnosi collettiva.

Lo so, ti hanno detto che andare veloce è figo, che andare veloce è così “moderno”. E ci hai creduto. Tutti ci abbiamo creduto.

Bè, era una balla.

Prendiamone atto. E iniziamo a fare qualcosa di diverso. Almeno ogni tanto. Almeno quando dobbiamo mettere mano a qualcosa di veramente importante.

3. Nota i vantaggi del tuo rallentare su quelli che ti stanno intorno

Parlo di tutte quelle persone che aspettano di essere viste: mogli, mariti, figli, colleghi, più la gente nel panico che hai intorno, che ogni tanto avrebbe bisogno di una mano ma di cui non ti accorgi. Non perché sei cattivo, ma perché hai l’abitudine di andare veloce. Per questo non li vedi. Se ogni tanto rallenti, queste persone ti saranno grate.

4. Allenati a rallentare

Se è una vita che vai veloce, rallentare non ti riesce. Anzi, ti fa venire l’ansia. Per cui serve un po’ di allenamento. Fai così: ogni tanto, anche solo per 10 minuti, allenati ad andare più lentamente.

A parlare più lentamente. A pensare più lentamente.

A mangiare più lentamente. A muoverti nello spazio più lentamente.

A respirare più lentamente…

La respirazione è una porta di accesso potente per cominciare a far rallentare i pensieri e poi tutto il tuo metabolismo, la tua fisiologia. E per entrare in uno “stato” diverso.

Potresti cominciare anche ora, mentre leggi questo post.

Inspira più profondamente di quanto stavi facendo.

Ed espira più lentamente…

Fallo alcune volte.

E mentre rallenti il respiro, percepisci la posizione del tuo corpo. Le spalle, la testa, la schiena…

Percepisci  il contatto dei vestiti sul tuo corpo. Hai caldo? Hai freddo in qualche parte del corpo?

Diventa consapevole  dei punti di contatto fra te e la sedia su cui sei seduto. Adesso.

Senti il calore interno del tuo corpo.

Rallenta ancora un po’…

Percepisci tutti i suoni che hai intorno, tutto quello che c’è. Ora.

E adesso nota i suoni più sottili e più lontani, che non avevi sentito prima.

E’ così che inizi a disintossicarti.

Questa era una dose da 1 minuto.

Puoi riprovarci quando vuoi. 

Sperimenta…

This Post Has 5 Comments
  1. Essere presenti a se stessi è una sfida quotidiana, in particolare per chi si occupa di salute e benessere. Credo che il corpo con le sue percezioni e sensazioni ci venga in aiuto, partendo da queste è davvero possibile cambiare ritmo

  2. Sono d’accordo Raffaele: il corpo la sa più lunga della mente, su quello di cui abbiamo davvero bisogno. È lui “quello più intelligente”!

  3. Spesso neanche ci accorgiamo di quanto corriamo e non siamo in grado di comprendere quanto questo rincorrere la vita ci faccia perdere l’essenza della stessa togliendoci la capacità di utilizzare la “marcia” in più che ci è propria come specie. Ottimo il tuo consiglio di ALLENARSI a RALLENTARE sia con il fisico che con la mente … scendere sempre più spesso dal nostro abituale “treno ad alta velocità”, che ci fa scorrere tante immagini velocemente davanti senza soffermarsi su alcuna per allenarsi a ri-salire su “vecchie carrozze” o più semplicemente accompagnarci al nostro passo umano per poter contemplare quello che ci circonda con lo sguardo scandito dai nostri profondi ritmi che riportano alla naturale integrazione e comprensione del mondo e soprattutto ci permettono di ricontattare noi stessi e uno visione più creativa e vera di ciò che ci propone la vita e i suoi stimoli.

  4. Grazie della riflessione Paola. E’ come dici tu: se ogni tanto scendiamo dal “treno ad alta velocità” e saliamo su un “regionale”, magari vediamo qualcosa di nuovo fuori dal finestrino.

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